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PRIMO CHAKRA – MULADHARA

Scritto da divinamente Staff in Curiosità
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21 novembre 2019 - 1 commentichakra-3131630 850x420
Iniziamo il nostro viaggio alla conoscenza dei Sette Chakra principali, partendo proprio dal Primo. Nell’articolo introduttivo ho spiegato che ogni Chakra è un personale centro di rifornimento energetico e, come tale, possiede determinate caratteristiche e risponde a specifici scopi. È giunto il momento di scoprire quali sono quelli del Primo Chakra.

Il suo nome è MULADHARA, è localizzato nella zona del perineo e si apre verso il basso; il suo stadio di sviluppo parte dalla gestazione sino al compimento del dodicesimo mese di vita.

Il colore che lo rappresenta è il ROSSO, il metallo è il PIOMBO.

Permette l’esistenza sul piano materiale; attraverso questo Primo Chakra l’energia penetra e scorre nel nostro corpo, collegandoci alla vita e alla terra. La vitalità e il corretto sviluppo del corpo eterico dipendono proprio da questo Chakra che, di fatto, PRESIEDE LA VOLONTÀ DI VIVERE.

Cosa significa questo per noi? È di estrema utilità riconoscere l’orientamento del Primo Chakra, l’autoconservazione, e il suo istinto primordiale, ovvero quello di sopravvivenza; MULADHARA è il Chakra del corpo, delle pulsioni. Qui si prende coscienza della propria identità fisica ed è il primo passo verso l’autoconsapevolezza. Riflettiamo: il nostro corpo è come un tempio, è il mezzo che ci permette di fare esperienze nel mondo affinché le medesime esperienze possano trascendere ed elevarsi ad un differente livello di consapevolezza. Ecco quindi che, senza un corretto radicamento nel corpo, l’elevazione verso l’alto non raggiunge lo scopo più nobile ma si trasforma in un esercizio sterile e di scarsa utilità vitale. È proprio vero che tutti i Chakra sono collegati fra loro e collaborano per una grande e unica Causa!

Per quanto concerne le caratteristiche fisiche, il Primo Chakra è collegato ai nostri reni; volendo essere più dettagliati, il collegamento comprende il sistema osseo e i midolli, i denti, le ghiandole surrenali, la pelle, le unghie e il plasma sanguigno. Regola la nostra temperatura corporea, la crescita e il nostro sistema immunitario; insomma ciò che è collegato alla sopravvivenza fisica è riconducibile a questo Chakra. È facile comprendere, dunque, che il compito evolutivo di MULADHARA ha relazione con lo sviluppo fisico, la crescita e la continuità, che il suo scopo primario ha attinenza con la creazione (il fondamento, l’inizio) e che, pertanto, l’elemento a cui si collega è ovviamente la Terra.

Se, da un lato tangibile, i disturbi del Primo Chakra sono riconducibili a vari elementi fisici (problemi alle ossa, ai denti, alle parti solide del corpo; problemi alle gambe, ai piedi, alle ginocchia; disordini intestinali o anali, disfunzioni sessuali maschili come l’impotenza, l’amenorrea o la dismenorrea; infiammazioni del nervo sciatico; negazione del contatto con la terra e la realtà; difficoltà a lasciar andare il passato e i vecchi rancori), vi sono anche dei sintomi “simbolici” che ci aiuteranno a riflettere quali, ad esempio, la difficoltà di accettare e integrare la parte materiale dell’esistenza, intendendo con “materia” anche tutto ciò che simbolicamente è legato al mondo della madre, e quindi il nutrimento, la protezione, la maternità. Ecco perché i problemi alle gambe possono indicare rigidità di fronte alle situazioni, oppure difficoltà di adattamento così come di “tenere i piedi per terra”. Con ciò in mente risulta più semplice individuare il preciso scopo di questo Chakra, ovvero portare nutrimento, stabilità, crescita e fiducia.

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Se, come abbiamo già visto, il Primo Chakra riguarda i bisogni primari, la salute, il collegamento con la terra e le nostre radici, allora esso evoca il diritto di esistere e di avere. Essere in connessione con il Primo Chakra significa comprendere e guarire il corpo, accettarlo, sostenerlo, ascoltarlo, amarlo.

MULADHARA è la base su cui si strutturano tutti gli altri Chakra: immaginiamolo come le fondamenta che hanno lo scopo di sostenere tutta la costruzione.

Non ci sorprende scoprire, quindi, che il demone a cui il Primo Chakra fa riferimento sia la PAURA poiché alla base di queste fondamenta vi deve essere il senso di fiducia e sicurezza. Se tale sicurezza è mancata, ad esempio nei primi mesi o anni di vita, da adulti non saremo in grado di “centrare” e soddisfare i nostri bisogni primari, e la paura dominerà ogni altra sensazione. Ciò potrà innescare dipendenze compulsive (ad esempio col cibo e lo shopping) ma anche disturbi di varia natura, come quelli alimentari, riconducibili al diritto di esistere. È buona cosa analizzarsi e vedere se, nella nostra vita, vi siano stati traumi in grado di squilibrare il Primo Chakra. Alcuni di questi traumi possono essere: perdita materiale importante (ad esempio della casa); perdita delle proprie radici (ad esempio nel caso di deportati o migranti); conflitti territoriali personali o sociali; traumi infantili o durante la gestazione (sia per la madre che per il bambino); abbandono, povertà, fame, trascuratezza fisica, scarso legame fisico materno, violenza fisica o contesto sociale violento. Tale analisi sarà utile per scoprire se qualche trauma ha reso il nostro Primo Chakra carente o sta lavorando in eccesso, anziché essere in equilibrio.

Se il Primo Chakra è carente insorgerà una insicurezza esistenziale, un generale senso di difficoltà e la sensazione di “essere fuori dal mondo”. Dovremmo, in questo caso, fare attenzione ad alcuni fattori indicatori di una carenza energetica quali: grave sottopeso; scarsa capacità di fissare obiettivi; incapacità di adattamento all’ambiente; paure tramutate in ansia, timore, panico; disorganizzazione materiale e fisica (abitazione disordinata, incapacità di gestire il denaro); scarsa disciplina e mancanza di limiti; problemi di stomaco e pressione alta.

Se il Primo Chakra è in eccesso insorgerà una costante paura dei cambiamenti ed una rigidità mentale che si tramuterà poi in fisica. Facciamo caso a questi fattori: obesità, ingordigia, accumulo di beni materiali; rigidità del corpo con difficoltà di movimento, di piegarsi, di correre; trascuratezza, pigrizia, stanchezza cronica; avidità, accaparramento; essere sempre ipervigili, sulla difensiva, pronti allo scatto; sistema immunitario carente.

Il MULADHARA dominante è evidente da un atteggiamento aggressivo, dal continuo pensare al denaro o all’accumulo di beni materiali. Vi è una ricerca ossessiva della soddisfazione dei bisogni primari materiali, una bramosia di possesso e una scarsa propensione a donare. La rabbia, la violenza o per contro un eccesso di difesa caratterizzano il Primo Chakra dominante poiché, alla base del problema, vi è la paura di perdere ciò che si ha, quindi l’insicurezza.

Per lavorare sull’equilibrio di questo Chakra sarà utile conoscere i suoi cristalli di riferimento, ovvero il GRANATO, il RUBINO, il CORALLO ROSSO, l’ONICE NERO, e i suoi oli essenziali, ovvero il VETIVER, il PATCHUOLI, la MIRRA e il YLANG YLANG.

Possiamo ATTIVARE e PULIRE il Primo Chakra MULADHARA in diversi modi:

- Attraverso la VISUALIZZAZIONE: allenati a contemplare un sole rosso che sorge o che tramonta (come abbiamo visto, il rosso è il colore del Primo Chakra e risveglia la forza vitale);

- Attraverso la MUSICA: utilizza musica primitiva antica con ritmi monotoni (ti riporterà alle “radici”); il mantra di riferimento, che potrai canticchiare, è LAM.

- Attraverso l’AROMATERAPIA: scegli l’OLIO di legno DI CEDRO, poiché facilita l’acquisizione di energia e infonde sicurezza. Per liberare le energie bloccate all’interno del Chakra, invece, utilizza l’OLIO DI GAROFANO.

- Attraverso il MASSAGGIO PLANTARE: massaggia con un movimento circolare l’area del piede qui indicata, corrispondente alla proiezione energetica del Primo Chakra.

Quando il Primo Chakra MULADHARA è in equilibrio la tua condizione generale si mostrerà in un buono stato di salute e vitalità, frutto di stabilità e buon radicamento. L’equilibrio porterà a sentirti a tuo agio nel corpo e nell’ambiente circostante; la capacità di rilassarti e mantenere la serenità ti produrranno una sensazione di sicurezza e, come diretta conseguenza, prosperità!

Carla Allieri

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1 Commenti
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Anna Rita 21 novembre 2019 alle ore 13:56
Come sempre sei molto precisa nello spiegare bene tutto. Grazie sei UNA GRANDE❣️🙏
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