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Buddha e Ganesha come simboli di protezione

Scritto da divinamente Staff in Prodotti
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14 febbraio 2019 - 0 commentiBuddha F01 850x420

L’essenza del buddhismo

Secondo le tradizioni buddhiste il Principe Siddhartha abbandonò la sua vita di agi e comodità all’età di 29 anni, per affrontare un cammino spirituale, dopo aver scoperto la realtà della sofferenza al di fuori delle mura del suo palazzo.

Divenne il Buddha quando raggiunse “l’illuminazione” o il cosiddetto “risveglio”, comprendendo i quattro principi, che divennero le basi del suo insegnamento durante la sua esistenza.

Essi sono conosciuti come le “Quattro Nobili Verità” ed esprimono l’essenza del Buddhismo stesso.

La prima Nobile Verità: tutta la vita è sofferenza

Le sofferenze fisiche che giungono con l’età avanzata come la malattia e la morte fanno parte di questa esistenza, ma il Buddha riuscì a comprendere che in realtà la sofferenza è qualcosa di più profondo, tutti gli esseri umani sono soggetti ad una sofferenza mentale.

Apparentemente questo punto di vista può apparire pessimistico, anche se nel buddhismo non risulta essere né pessimistico, né ottimistico bensì veritiero e appartenente al senso più profondo di ogni cosa, vale a dire così come ogni cosa è. Il Buddha voleva che le persone comprendessero questo punto di vista e solamente inciampando da una situazione insoddisfacente all’altra avrebbero capito le origini della propria sofferenza.

La seconda Nobile Verità: la causa della sofferenza

Il Buddha insegna che la cattiveria o il malessere hanno tre origini: l’odio (paura), l’avidità (brama) e la delusione.

Quando gli esseri umani non sono illuminati vivono in una sorta di circolo vizioso, che nel Buddhismo viene chiamato Samsara. Si desidera costantemente la materialità, ci si arrabbia e si rimane delusi se non si raggiungono tali obiettivi. Queste reazioni derivano da una convinzione profonda che siano le soddisfazioni materiali a donarci la felicità, ma la verità è che se non cominciamo a liberarci da questi legami non troveremo mai la pace, ed il ciclo del Samsara non potrà che continuare.

Gli insegnamenti del Buddha non terminano qui con l’analisi della sofferenza, ma egli ci suggerisce come agire per porvi rimedio.

La terza Nobile Verità: la fine della sofferenza

La Terza Nobile Verità è che la via per superare i desideri sfrenati che ci causano sofferenza, porta a lasciare andare ogni attaccamento ad essi. Solo in questo modo possiamo raggiungere il Nirvana o il Risveglio interiore.

La quarta Nobile Verità: la Via per la liberazione dalla sofferenza

Questa parola in sanscrito significa estinzione ed è lo stato nel quale si troverà per sempre l’anima liberata da bramosie, dalle delusioni e dall’odio. È l’unico modo per liberarsi dal circolo senza fine del Samsara ma è anche molto difficile ed è per questo che il Buddha ci insegna la via del Risveglio.

Spesso il Nirvana è rappresentato da una ruota, la ruota del Dharma. Dharma è una parola sanscrita che indica l’intera composizione degli insegnamenti buddhisti.

Secondo il Buddha la sola mente razionale non può superare le bramosie che portano alla sofferenza, così gli elementi meditativi della ruota del Dharma (sforzo verso il bene, una vita giusta, buone azioni e parole) con l’aiuto di una mente concentrata e distaccata, ci fanno avanzare nella giusta direzione. Il Buddha non prova alcun vanto nell’aver indicato questa via, ma ci dice di aver semplicemente riscoperto una vecchia via della saggezza nella comprensione dei fondamentali principi della natura umana.

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Dove posizionare il Buddha in casa

L’uso più comune del Buddha nel Feng shui è quello di utilizzare una statua o un quadro per portare salute, benessere e buona energia a coloro che vivono nella casa. Non c’è un posto preciso dove collocarlo ma posizionarlo all’ingresso di casa o nel soggiorno, di fronte alla porta d’ingresso, darà modo di attivare un flusso energetico che ripulirà l’energia negativa di chi entra in casa. Per chi invece pratica la meditazione, avere un Buddha nel luogo in cui si medita è un aiuto in più alla connessione con il proprio Sé Superiore. Il suo potere innalza le energie della casa e delle persone che ci vivono, porta gioia e diffonde ad ognuno un senso di pace. 

Il Buddha rappresenta anche una protezione per la salute. Nei dipinti tibetani (Thangkas) è dotato di aurea e di energia curativa che s’irradia dalla testa in tutto il corpo. La sua energia è indirizzata alla cura delle malattie e a diffondere un nuovo benessere psicofisico a tutti. Le sue vibrazioni sono molto potenti sia per la salute mentale che degli altri corpi sottili. Il Buddha pensatore di origine thailandese è spesso rappresentato nella posizione del loto, con una gamba leggermente flessa dove lo stesso vi pone il capo in atteggiamento meditativo e rilassato, esso infatti viene consigliato durante la meditazione per proteggere e guidare sulla giusta via che conduce al Nirvana.

Ganesha e il Feng shui

Come sappiamo il Feng shui è l’arte di creare armonia, benessere e prosperità negli ambienti e quindi si presta ad una lettura simbolica attraverso immagini, frasi ed esposizioni di oggetti propiziatori, come il Buddha appena citato o Ganesha l’elefante. Ganesha, (conosciuto come colui che rimuove gli ostacoli) viene rappresentato con una testa di elefante ed è una divinità induista. Ci sono diverse considerazione su questo dio dal volto di elefante, quella più accreditata dice che fu il signore Shiva, a donargli la testa dell’elefante. Il suo corpo è quello di un uomo dotato di un addome pronunciato, così come il Buddha, e di parecchie braccia, tra le 4 e le 16, ed ogni mano sorregge un simbolo induista differente. Possiede una zanna spezzata, sul suo petto il sacro cordone spesso rappresentato da un serpente. Ganesha viene associato al chakra della radice (Muladhara) che rappresenta l’istinto di sopravvivenza e il benessere materiale.

Il Signore Ganesha ha il potere di rimuovere gli ostacoli sia materiali che energetici, dona protezione, prosperità e fortuna ed attrae salute e benessere. La sua statua o rappresentazione viene posta nei luoghi strategici della casa dove possa emanare la sua potente energia e allo stesso tempo offrire protezione ed assistenza. Coloro che adorano la statua di Ganesha spesso la pongono sopra un altare con di fronte una ciotola di riso come offerta. A differenza del Buddha, la statua di Ganesha si posiziona sempre rivolta all’interno della stanza, mai che guardi una porta o le finestre. Inoltre Ganesha necessita di una posizione sollevata da terra e d’onore come una libreria o una mensola. Ganesha quale simbolo della conoscenza che rimuove e distrugge gli ostacoli, porta nella casa di chi lo accoglie la sua energia di Signore del Sacro Sapere e accompagna nelle lotte quotidiane ispirando nel cammino spirituale.

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